Emanuela Turrini

Si è diplomata nel '93 in flauto traverso sotto la guida di Giorgio Zagnoni presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna ed in seguito si è perfezionata a Firenze con Michele Marasco ed a Milano con Bruno Cavallo primo flauto della Scala di Milano. Ha svolto attività concertistica specializzandosi soprattutto nella musica barocca ed in formazioni cameristiche. Si è interessata alla didattica partecipando al corso Kodaly a Esztergom in Ungheria e nel frattempo ha intrapreso lo studio della Composizione presso il Conservatorio di Bologna nella classe di Chiara Benati per lo studio dell'Armonia principale e del Contrappunto e successivamente nella classe di Cristina Landuzzi per Contrappunto e Fuga e Composizione Contemporanea con la quale si è diplomata. E' risultata vincitrice di tre borse di studio presso il medesimo Conservatorio, è stata segnalata al Concorso internazionale Valentino Bucchi per una sua Composizione per pianoforte e orchestra, inoltre si è aggiudicata la borsa di studio Cervi al Concorso internazionale 2 Agosto distinguendosi per il linguaggio e la ricerca. Ha collaborato con il Conservatorio di Bologna in qualità di maestro collaboratore di palcoscenico per la realizzazione dell'opera “ Malombra “ di Marco Enrico Bossi mai stata rappresentata precedentemente e per l'allestimento dell'opera “Paolo e Francesca” di Mancinelli entrambe rappresentate al Teatro Comunale di Bologna. Inoltre ha terminato il corso di Musica Elettronica al Conservatorio di Bologna, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Lelio Camilleri.

Françoise Toullec

(born in 1947, resident in France), pianist, composer, improviser. After literary studies at university, she came back to music and piano (jazz workshops at the IACP of Alan Silva). She continues with her various formations, including the quintet La Banquise (C.Solal, L.M.Marion, A.Arlot, M.Deltruc), an approach which is deepened and constantly renewing the close relationship between writing and improvisation. Influenced by contemporary music, author of numerous multidisciplinary projects (Opéra Bleu, Le Perturbateur…), she works with visual artists, painters, directors and especially with the William Noblet sculptor for a noise music. She works regularly as a pianist alongside guitarist Mimi Lorenzini, participates in his creations (Orchestre de l’extase, Opus pour un autre temps…) and runs Musiseine association with him. Fascinated by the relationship between words and sounds, she created in 2011 the duo Tania Pividori Le Cœur sans doute a repertoire of songs about love and erotic poetry by or about women, and Dominique Fonfrède duo Improvisation et Poésie sonore.
Recordings: Ni plus ni moins, Musea Gazul, 2004; Le perturbateur, Musea, 2003; La Banquise en été, Musea distr. Orkhestra, 2000; Histoire d’Onk, 1994.

Contact: francoisetoullec.free.fr

Giulia Tripoti

(Roma 23 gennaio 1980), cantante, compositrice, cantautrice nei campi alternativi, acustica e folk rock. Dichiara di divertirsi a "strimpellare" un po' tutti gli strumenti chiamandoli "giocattoli". Autodidatta ha debuttato in pubblico nel 1997 a Valentano come “colonna sonora vocale” dello spettacolo teatrale “Giulia FXX”. Dal 1997 al 2000 è stata la cantante degli “Astrade”, gruppo romano contaminato tra il rock, l‟elettronica, il pop e la musica etnica, guidato da Antonio Nastasi ed in seguito nella “Bottega Latina” con la musica latina-jazz-folk. Nel 2002 è nato il complesso “Terremaris” dove è la cantante, autrice e compositrice e nel 2003 ha partecipato allo spettacolo teatrale "Il Naso" diretto da Claudio Spadola al Teatro Colosseo. Ha lavorato anche con il gruppo post-rock “Blumenberg67”, con il gruppo rock-progressive “Beta Elements”e con “Luna e L‟altri”. Per i suoi testi collabora col padre, Fabrizio Tripoti e con il regista Claudio Spadola. Tra i suoi lavori: “Jesci, sole!” (ottobre 2003), “Viola violante” (2005), “Pizzica e stuzzica” (2006), canzone sintesi della contaminazione tra rock, pizzica, canzone romana, “Nenia del sol”, “Stai a dormì”, “Gli elefantini arrovesciati” e “Lampedusa” (2008), per i clandestini morti in mare a Lampedusa, “Ninna a gaza” (2009), per i bambini morti nella “città-prigione” di Gaza.